Il Teatro di Marcello

Durante l’epoca repubblicana i censori impedirono la costruzione di teatri stabili poiché la severità del costume romano vedeva negli spettacoli un pericolo per la moralità dei cittadini. Erano permessi soltanto teatri temporanei di legno. Solamente sul finire della repubblica Pompeo riuscì a costruire il primo teatro stabile in pietra. Seguirono, alcuni decenni dopo, quello di Balbo e quello di Marcello: il solo che oggi rimanga visibile tra il Campidoglio e il Tevere. Fu iniziato da Cesare, compiuto da Augusto e dedicato al nipote Marcello.

Dopo la fine della repubblica, il popolo che andava al teatro assisteva raramente ad opere di alto livello (erano cadute in disuso le commedie di Plauto e di Terenzio e la produzione di Seneca poteva interessare solo un ristretto pubblico di lettori raffinati). Si rappresentavano soprattutto, pantomime e operette composte di un miscuglio di tragico e comico, poesia e musica. Anche se talune composizioni raggiungevano un livello artistico notevole, la maggior parte presentava argomenti avventurosi e galanti per incontrare il facile gusto del pubblico.

Il primo utilizzo del nuovo teatro di Marcello risale all’anno 17 a.C., durante i ludi saeculares. Nel 13 a.C. l’inaugurazione ufficiale del nuovo edificio, che poteva ospitare circa 15000 spettatori, vide la celebrazione di giochi sontuosi e la dedica a Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, che Augusto aveva designato come erede, e che aveva sposato la propria figlia Giulia. Il nipote prediletto, però, era morto prematuramente, con grande dolore dell’imperatore. Alcuni primi restauri della struttura avvennero sotto Vespasiano e in seguito sotto il regno di Alessandro Severo, soprattutto della scena, rettilinea e con un portico di sei colonne verso l’esterno, oggi completamente perduta ma riportata in un frammento della Forma Urbis Severiana, la pianta marmorea di Roma antica.

La scelta del luogo per la costruzione del Teatro fu dettata dalla vicinanza del Tempio di Apollo in onore del quale, già in età repubblicana, si svolgevano i Ludi Apollinari. Il tempio stesso sorge a pochi metri dal Teatro, ne rimane il basamento e tre colonne, Le sculture architettoniche di questo tempio costituiscono l’esempio più bello dell’arte decorativa augustea per l’eleganza e la novità delle forme e la perfetta lavorazione. II tempio infatti non è più quello originario fondato nel 431 a.C., quando per la prima volta fu introdotto in Roma il culto di questa divinità salutare (Apollo medicus) per voto fatto durante una grave pestilenza. Si tratta invece di una ricostruzione eseguita durante il regno di Augusto da Lucio Sosio, un personaggio che ancor più che al trionfo, da lui celebrato nel 34 a.C., ha legato il suo nome a questo tempio.

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