Ager Veranus, questa è la sua origine che nasconde il nome della famiglia proprietaria delle terre di quella zona. Lucius Coeionius Aelio Commodus Verus, ovvero Lucio Vero. Le proprietà imperiali sulle quali era stata costruita una basilica, di cui Costantino fece dono alla chiesa cristiana.

Come la legge prescriveva, le sepolture in epoca classica erano tassativamente vietate entro il cerchio delle mura. Leggi riprese con l’editto di Saint Cloud nel 1804 che sanzionò, quindi, la funzione di cimitero in quell’area. Funzione che aveva, come detto già da tempo, vi è pure la presenza di catacombe, nella chiesa troviamo anche la tomba di Braccio da Montone. Come detto, quell’editto rispolverava leggi di circa 2000 anni prima. Rammento che le chiese, almeno per i più abbienti erano diventate luogo di sepoltura privilegiato.

Un progetto, del Valadier, fu redatto per la sistemazione della zona individuata a divenire cimitero, la caduta di Napoleone fece cadere il progetto che fu ripreso da Gregorio XVI che, dichiarando valido il progetto del Valadier decise, affidando la realizzazione a Virgilio Vespignani, il quale realizzò l’ingresso monumentale che oggi ammiriamo. Sempre lui curò la realizzazione dei muraglioni. Le quattro grandi statue che silenziose sono a guardia dell’ingresso sono le raffigurazioni della Speranza, Preghiera, Meditazione e Silenzio.

Il cimitero come le zone d’intorno subì il bombardamento alleato nell’ultima guerra. Parliamo ora, molto velocemente della Basilica, detta di S. Lorenzo Fuori le Mura.Ben tre erano le chiese che, inizialmente si trovavano nella zona, lungo la via Tiburtina che, rammento, servì come arteria per il trasporto dei materiali occorrenti per il Colosseo, quella importante, della quale è rimasto il ricordo fu dedicata al culto di Laurento, martire, al quale Costantino dedicò la prima basilica che per la sua magnificenza si fregiò del titolo di Maior, la sua prima ubicazione è ancora dubbiosa.

La Basilica ebbe breve fortuna, danneggiata, a causa delle infiltrazioni fu messa in disparte, e assunse il nome di Sanctae Dei Genitricis. Il Papa Pelagio II tra gli anni 579 e 590 decise di costruirne un’altra. La storia delle invasioni e le distruzioni la conosciamo tutti, la zona divenne terra di nessuno ed abbandonata, mantenne però una comunità religiosa che provvide a fortificarla. 640 anni anni più tardi Papa Onorio III mise di nuovo mano alla Basilica. La ristrutturazione causò la radicale inversione della stessa, anche perché nel frattempo era cambiata la posizione della strada, quello che oggi è l’ingresso, ieri era il fondo della chiesa originaria, quello che oggi è il fondo ieri era l’ingresso.Molti sono personaggi qui sepolti, pur nella sua naturale, vista la vicinanza, destinazione ai funerali a volte si vedono anche matrimoni, debbo dire che a mio avviso è una delle chiese più belle che si trovano a Roma. Una ultima notizia, del periodo di Papa Pelagio restano il campanile ed un chiostro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *